L'Autodromo del Gran Sasso, in contrada San Mauro di Montorio al Vomano (Teramo) nella comunità montana Gran Sasso, si farà. Lo ha deciso il 61,43% dei votanti (1.867 persone) che ieri si sono recate alle urne per esprimere il proprio parere sulla realizzazione della struttura. Al referendum consultivo, indetto dall'amministrazione comunale, ha partecipato il 40,82% degli aventi diritti al voto, ovvero 3.072 cittadini su una forza elettorale di 7.525; i contrari alla costruzione della pista sono stati 1.172 (38,57%). Montorio al Vomano, lo ricordiamo, ha complessivamente circa 8.200 abitanti.
La costruzione della struttura ha scatenato nelle scorse settimane diverse polemiche [leggi gli articoli], da parte del partito di Rifondazione Comunista e di alcune sigle ambientaliste. Il referendum è stato voluto dal sindaco del paese, Gianni Di Centa, per capire qual è la fattibilità dell'opera, anche se non sarà costruito subito, perché la società di gestione, Autodromo del Gran Sasso Srl, sta cercando finanziatori privati. Il referendum, ad ogni modo, è consultivo: vale a dire che non è vincolante per l'amministrazione.
"Dare la parola ai cittadini è stata una scelta coraggiosa del Sindaco, che ringraziamo per aver dimostrato che la via della democrazia partecipata è uno strumento fondamentale per chi vuole ben amministrare una comunità". Così Carlo Toma, amministratore unico dell'Autodromo del Gran Sasso, a poche ore dalla chiusura del Referendum consultivo.
"Desidero anche ringraziare tutti i cittadini di Montorio che hanno partecipato numerosi e convinti alla fase della campagna referendaria e poi alla consultazione - continua Toma - d'ora in poi vogliamo colmare una nostra carenza informativa e far capire a quanti hanno votato no e a chi non è andato a votare che l'Autodromo è un progetto valido per Montorio e per l'economia, che la sua realizzazione rappresenta un'occasione unica di rilancio. Vogliamo far diventare l'Autodromo il progetto di tutti i montoriesi e per questo chiederò al Sindaco l'avvio di un tavolo di lavoro con le parti che diventi luogo privilegiato di discussione e confronto per le scelte e gli investimenti opportuni da fare per dare impulso all'indotto".
"Il risultato - conclude l'imprenditore - del referendum ha definitivamente messo in soffitta certe logiche politiche più orientate all'interesse personale che alla crescita della collettività. I cittadini hanno saputo scegliere in autonomia e senza condizionamenti e questa è una bella pagina della storia di Montorio e un buon auspicio per le nuove generazioni". (m. fo.)