Stampa questa pagina
Venerdì, 05 Giugno 2015 15:52

Autodromo del Gran Sasso: indetto referendum il 14 giugno

di 

Un autodromo ai piedi del Gran Sasso d'Italia. Non è parte della sceneggiatura di un film di fantascienza, né la boutade di qualche ingegnere naif, ma la proposta concreta, pronta per essere realizzata, nel comprensorio di Montorio al Vomano (Teramo), comune del cratere sismico abruzzese ai piedi della grande montagna appenninica. Come prevedibile, la cittadinanza e la politica locale si sono divisi, e quindi il prossimo 14 giugno i cittadini di Montorio verranno chiamati ad esprimersi, attraverso un referendum consultivo, a favore o contro la realizzazione dell'autodromo, che sorgerebbe in località San Mauro, e che avrebbe una lunghezza di 4,2 km.

La società che lo promuove si chiama, naturalmente, Autodromo del Gran Sasso Srl, e ha già un sito web completo, comprensivo persino di un gioco virtuale in cui si ci può destreggiare sulla pista, in attesa che il progetto diventi realtà.

Tornando al referendum, il gruppo civico Si può fare, con una lettera firmata dal sindaco del paese Gianni Di Centa, ha sollecitato un confronto pubblico fra i comitati pro e contro. L'amministrazione comunale ritiene che il referendum consultivo previsto per il prossimo 14 giugno sia "il più alto strumento di democrazia partecipata, in quanto la volontà del popolo sarà l'elemento fondante rispetto a una scelta che potrebbe cambiare le sorti della città". Il confronto si terrà da lunedì 8 a giovedì 11 giugno. Paolo Beltramo, storico inviato a bordo pista del Moto GP è invece l'ospite d'onore dell'evento pubblico promosso dalla società che vuole realizzare il progetto, domani 6 giugno, nella centralissima Piazza Orsini di Montorio al Vomano.

"L'evento nasce per far conoscere alla cittadinanza l'ambizioso progetto in vista del referendum del 14 giugno prossimo - spiega Carlo Toma, amministratore unico dell'Autodromo - Intendiamo fornire ai cittadini tutti gli elementi per valutare serenamente l'intervento per far nascere a Montorio un circuito in grado di attrarre interessanti opportunità di sviluppo".

"Formula 1 e Moto GP non sono le uniche anime di un autodromo - evidenzia Paolo Beltramo - la nuova Formula elettrica, i campionati minori, quelli monomarca e amatoriali, fino alle prove private dei semplici appassionati riempiono i circuiti quasi tutto l'anno. Una struttura di questo tipo serve a promuovere il territorio perché ci sono un sacco di appassionati che vogliono girare in pista nei weekend". Secondo Beltramo "far arrivare tanti sportivi in un posto come Montorio ai piedi del Gran Sasso, è l'occasione speciale per far conoscere tutti i luoghi: si possono organizzare escursioni di mountain bike, trekking, visite guidate nei luoghi d'arte, insomma ci sono tante opportunità per far conoscere e vivere un'intera area". Nel corso dell'evento saranno trattati dunque anche gli aspetti legati all'eventuale indotto dell'opera.

Tra gli altri ospiti, ci saranno anche l'imprenditore Marco Pistillo, titolare di un'azienda che produce prototipi di auto elettriche da competizione e l'ex campione abruzzese di rally Alfredo De Dominicis, che attualmente si occupa di corsi di guida sicura.

Ci sono, naturalmente, anche voci contrarie al progetto, sia per l'impatto ambientale che avrebbe un'opera del genere e sia per quanto riguarda le "promesse di sviluppo", fallaci secondo alcuni. Rifondazione Comunista, ad esempio, "esprime la sua contrarietà ad un progetto insostenibile sul piano ambientale e paesaggistico", come sottolinea Marco Palermo, segretario provinciale di Teramo del partito.

"L'autodromo - ribadisce il segretario del Prc teramano - porterebbe profitti a pochi imprenditori ma impatta negativamente il nostro territorio e contrasta con la vocazione turistica e agricola della nostra regione. Consideriamo una follia che, per fare gli interessi di pochi, si vada a colpire l'economia verde che la nostra regione sta cercando di promuovere da molti anni. Ribadiamo che lo stop al consumo di suolo agricolo è una priorità e un autodromo se proprio dei privati vogliono realizzarlo andrebbe situato in zone già cementificate".

"Purtroppo - prosegue Palermo - queste situazioni sono conseguenza dell'assenza di una legge regionale che blocchi la cementificazione dei suoli agricoli. Una legge per la quale ci battiamo da anni e che si conferma indispensabile. Se i privati non avranno la lungimiranza di recedere dalle loro posizioni confidiamo nei cittadini e in un'ampia convergenza per il no al referendum del 14 giugno. Difendere il nostro territorio dalle speculazioni e dalla cementificazione selvaggia è un dovere di tutti i cittadini. Rifondazione Comunista si è già opposta alla realizzazione di questo progetto in vari ambiti e continuerà a dare tutto il supporto necessario per difendere l'ambiente, la salute dei cittadini e l'economia turistica della nostra regione".

Insomma, da una parte le promesse di sviluppo economico per un territorio, come il Gran Sasso teramano, da sempre a vocazione agricola e turistica; dall'altra, il deciso no a un'opera che devasterebbe il territorio e, per alcuni, anche l'economia locale. Vedremo il 14 giugno come si esprimeranno i cittadini di Montorio, in un referendum che - seppur non giuridicamente vincolante - probabilmente deciderà le sorti del progetto

Ultima modifica il Sabato, 06 Giugno 2015 12:53

Articoli correlati (da tag)