Domenica, 05 Marzo 2017 11:09

Antiche ritualità del maggio: la "Spallata" per riscoprire l'Abruzzo interno

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Tra Abruzzo e Molise sulle tracce della danza e delle ritualità del maggio: turismo rurale, valorizzazione delle aree interne, delle tradizioni e di uno stile di vita sostenibile. E' il "Tour della spallata", un viaggio di quattro giorni in cinque paesi della valle del Trigno, arrivato alla terza edizione, che quest'anno si svolgerà dal 28 aprile al 1 maggio.

La Spallata è una famiglia di danze diffusa lungo i percorsi tratturali, caratterizzata da colpi di anche o spalle e viene ballata da almeno due coppie di ballerini. Si usava in particolare nei matrimoni e durante il carnevale, ma non poteva mancare in ogni occasione di festa.

Il viaggio, che toccherà i borghi di Palmoli (Chieti), Mafalda (Campobasso), Schiavi d'Abruzzo (Chieti), San Giovanni Lipioni (Chieti) e Acquaviva Collecroce (Campobasso), è il risultato di un percorso iniziato quattro anni fa da Dantina Grosso, insegnante di danze popolari, e l'associazione Alberi Sonori, che si occupa di ricerca, valorizzazione e diffusione di musiche, danze, canti e ritualità popolari del centro-sud Italia.

"Il viaggio è parte integrante di un lavoro che ha lo scopo di riportare in vita questa superba danza che alcuni avevano come ricordo d’infanzia e che rischiava di essere avvolta dall'oblio", affermano gli organizzatori. Si attraverseranno paesi in cui si respirano sensazioni di altri tempi: l'odore del sugo sulla stufa a legna, le collane di fichi appese a seccare insieme ai mazzetti di spezie, il piccolo bar nella piazza, vero punto d'incontro per i cittadini, i tempi scanditi dalle conserve da preparare, dalle olive da raccogliere, dal grano da seminare, dal maggio da festeggiare.

majaIl 30 aprile infatti si potrà partecipare alla vestizione de "Lu Majo" di San Giovanni Lipioni e il Primo maggio alla "La Maja" di Acquaviva Collecroce (paese molisano di etnia croata). Le feste del maggio esistono ancora in varie zone d'Italia, coincidono con il risveglio della natura e auspicano abbondanza e fertilità. Sono caratterizzate da corone o fantocci rivestiti di fiori e portati in processione lungo tutto il paese, con musica, stornelli, ma soprattutto canti rituali insieme a prelibatezze locali offerte al corteo dalle famiglie.

La danza e la relazione saranno le chiavi di lettura per la conoscenza di un territorio "minore" e della sua gente, della sua cultura e della sua storia. Un vero e proprio viaggio responsabile in cui, attraverso le comunità locali, si scopriranno luoghi, sapori, suoni e colori delle aree interne di Abruzzo e Molise. Il programma completo è sul sito web del progetto.

Ultima modifica il Domenica, 05 Marzo 2017 11:28
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