Adel Smith, il presidente dell'Unione musulmani d'Italia divenuto famoso una decina d'anni fa per un'accanita battaglia contro il crocifisso, è morto questa mattina all'ospedale S. Salvatore dell'Aquila, per le conseguenze di una grave malattia.
L'uomo, che era nato in Egitto ma abitava da molto tempo a Ofena (L'Aquila), aveva 54 anni, era sposato ed era padre di tre figli.
Smith conobbe un'improvvisa popolarità nel 2003, quando un giudice del tribunale dell'Aquila, Mario Montanaro, accolse, in modo abbastanza sorprendente, la sua richiesta di rimuovere dalle aule della scuola elementare di Ofena frequentata dai figli tutti i simboli religiosi, a iniziare dal crocifisso.
Il caso sucitò una marea di polemiche, anche perché erano gli anni immediatamente successivi all'11 settembre, e in molti paesi, Italia inclusa, si parlava di conflitti di civilità tra l'Occidente e gli Stati arabi, di come l'Europa stesse perdendo i propri valori e le proprie radici cristiane a causa dell'"invasione" di immigrati di fede musulmana. Poco tempo dopo la sentenza che gli aveva dato ragione, Smith venne aggredito in diretta televisiva da un gruppo di militanti di Forza Nuova, mentre era ospite di una trasmissione in un'emittente locale veneta.
Smith tornò a far parlare di sé nel 2005, quando, sempre dietro sua istanza, nella scuola elementare di Ofena venne vietato l'allestimento del presepe e della recita natalizia, e nel 2006, quando fu condannato a 8 mesi di reclusione per vilipendio alla religione per aver gettato dalla finetsra, tre anni prima, il crocifisso della stanza dell'ospedale San Salvatore dove era ricoverata sua madre.
"È stato un coraggioso, che ha sempre utilizzato gli strumenti dell’ordinamento giuridico italiano per portare avanti le sue battaglie sui principi di libertà, in particolare di religione e della persona, contro qualsiasi forma di condizionamento anche subliminale - ricorda al quotidiano Abruzzo Web il suo avvocato, Dario Visconti - e mi riferisco ai simboli religiosi, e all’imposizione di simboli monoconfessionali specificamente".