È morto Marcello De Cecco, noto economista italiano nato a Lanciano nel 1939.
De Cecco è venuto a mancare nella notte a Roma. Laureato in Giurisprudenza a Parma e in Economia a Cambridge, aveva insegnato in numerosi atenei, tra i quali Scuola normale di Pisa e Luiss di Roma.
Le principali aree di ricerca dell’economista abruzzese sono state la storia delle politiche monetarie e finanziarie e la teoria della genesi e del funzionamento dei mercati.
Collaborava con Affari & Finanza e Repubblica, e nel 2007 aveva fatto parte del comitato promotore del Partito democratico.
Nel 1999 a Lanciano era stato insignito del Frentano d’Oro, riconoscimento che l’omonima associazione assegna a persone originarie della Frentania che si sono particolarmente distinti nella cultura, nell’economia o nel lavoro lontano dalla terra d’origine.
Luciano D'Alfonso: "Orgogliosi di lui"
"Mi colpisce con dolente fragore la notizia della morte di Marcello De Cecco, economista di livello eccelso, nativo di Lanciano. La sua visione della finanza mondiale è stata tanto disincantata quanto cristallina: egli ha saputo analizzare col rigore del giurisprudente tutti i risvolti dei mercati internazionali".
Così, in una nota, il presidente della Regione Abruzzo Luciano D'Alfonso.
"L'ho incontrato per l'ultima volta - rammenta il governatore - il 30 gennaio dell'anno scorso al teatro Circus di Pescara, dove avevo organizzato un convegno per celebrare la figura di un altro grande economista abruzzese: Federico Caffè. Ricordo che il governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco - ospite speciale dell'evento - si mostrò entusiasta nell'apprendere che nel panel dei relatori sarebbe stato presente De Cecco. Marcello - osserva D'Alfonso - è uno di quei figli dell'Abruzzo di cui tutti noi dobbiamo essere orgogliosi: per la sua intelligenza, per il suo esempio, per la sua dirittura morale. Pensammo a lui anche come candidato presidente della Regione nel 2005 ma egli non volle scendere in politica poiché desiderava continuare a studiare e a dedicarsi alla formazione delle nuove generazioni. Sarà mia cura - fa sapere il presidente - onorarne quanto prima la memoria con un incontro di eccellenze. Oggi ne piango la scomparsa e rivolgo alla sua famiglia le mie più sentite condoglianze".
Maurizio Acerbo: "Perdiamo un grande abruzzese"
Con Marcello De Cecco l'Abruzzo perde una delle sue più grandi personalità.
Un economista e un intellettuale di levatura mondiale che avrebbe meritato maggiori riconoscimenti da parte delle istituzioni della sua terra di origine. Non credo che ovviamente a lui interessasse molto l'essere riverito dalle classi dirigenti locali, ma la nostra comunità regionale avrebbe potuto imparare molto da lui.
Fondamentale fu il suo contributo nel rimuovere ogni dubbio sulla fondatezza della battaglia contro la petrolizzazione.
Ricordo una decina di anni fa, agli inizi della battaglia contro il Centro Oli, che partecipai a un'iniziativa a Lanciano con lui e Maria Rita D'Orsogna.
De Cecco che certo non era un nemico del progresso tecnologico né della modernità spiegò le ragioni anche economiche su cui fondare un secco NO a impianti non compatibili con le vocazioni del nostro territorio.
Ho sempre nutrito un'enorme stima per Marcello De Cecco e ho sempre pensato che sarebbe stato un'eccezionale Presidente per la nostra Regione.
So che una comune amica glielo aveva anche raccontato e quindi in questa giornata triste saluto il Presidente che avrei voluto avere.
Alessandrini: "Perso grande innovatore economia"
"Con la morte di Marcello De Cecco si spegne una mente innovativa e competente dell'economia italiana. Ho avuto modo di ascoltarlo in più occasioni, ogni volta mi sono trovato davanti un uomo innamorato e legato alla sua terra, con la passione vivida per tutto ciò che significa crescita, sviluppo e progresso".
Lo afferma il sindaco di Pescara Marco Alessandrini.
"Attraverso i suoi studi che riguardavano il panorama nazionale e internazionale ha sempre trovato il modo e il tempo di raccontare anche crescita e decrescita dell'Abruzzo, a cui tornava spesso e dedicava la sua attenzione mettendosi a disposizione della comunità. Perdiamo un innovatore con le radici ben salde nella terra - sottolinea il sindaco - che ha saputo dare al mondo economico un contributo grande in termini di passione, talento e formazione. Amava parlare ai giovani, certo che avessero un ruolo determinante nel migliorare il mondo. Alla famiglia - conclude Alessandrini - il cordoglio di tutta l'Amministrazione".