Inizia all'insegna della protesta il semestre dell'Univaq. L'associazione universitaria Link-Studenti Indipendenti ha effettuato un blitz per sensibilizzare gli studenti sul nuovo calcolo Isee, proprio nel primo giorno di riapertura dei corsi del Dipartimento di Scienze Umane.
Il calcolo Isee è affiancato al pagamento della prima rata della tassa di iscrizione che, come è noto, quest'anno ammonterà complessivamente a 456 euro.
"Un cambiamento che - denuncia Link - rischia di produrre un nuovo processo di esclusione degli studenti dal diritto allo studio e dall'accesso all'università".
Quello aquilano, però, non è l'unico ateneo interessato al calcolo del nuovo Isee. Su tutto il territorio nazionale, nei prossimi giorni, si terranno iniziative politiche al riguardo ed è in corso la petizione #iononrinuncio con la quale si chiede al governo di intervenire urgentemente sulla questione.
"Da Gennaio 2015 - scrivono in una nota - quasi tutti ci siamo ritrovati più ricchi. Tra i maggiormente colpiti ci siamo noi studenti universitari: il 25% di quelli che l'anno scorso beneficiavano di una borsa di studio quest'anno non può nemmeno presentare la domanda".
In questi giorni, l'associazione universitaria starebbe portando avanti la discussione anche in Parlamento. Le richieste sarebbero: abolire l'Ispe come parametro scisso dall'Isee per l'accesso ai benefici del Diritto allo Studio Universitario; rimodulare a livello nazionale la soglia Isee alzando il massimale a 23mila euro ed effettuare una sanatoria per tutti i non idonei a causa del parametro Ispe.
L'invito di Link L'Aquila è quello di trovare dei momenti di confronto: "Proviamo - scrivono infine - a fare lo sforzo di immaginarci l'Univaq come uno spazio sociale su cui possiamo esprimerci e incidere".