Sono stati pubblicati, sul sito del comune dell’Aquila, i redditi dei consiglieri e degli assessori comunali, sindaco compreso (la dichiarazione è riferita al 2016), nonché le rendicontazioni delle spese sostenute durante la campagna elettorale dello scorso anno.
Si tratta di un obbligo di trasparenza previsto dalla legge (il Dlgs 33/2013 per quanto riguarda le dichiarazioni dei redditi e la legge 96 del 2012 per le spese elettorali), a cui devono attenersi tutti i comuni con più di 15mila abitanti.
Spulciando i dati - aggiornati, l’ultima volta, poco meno di un mese fa - viene fuori che il consigliere comunale più ricco è Emanuela Iorio, del Pd, con 125mila 473 euro di imponibile, seguita da Angelo Mancini (L’Aquila Sicurezza Lavoro) con 87mila 942 euro e Luigi Di Luzio (Noi con Salvini) con 75mila 099 euro. Due di questi tre – Iorio e Di Luzio - sono medici, mentre Mancini è un ex dipendente pubblico in pensione.
I consiglieri e gli assessori “paperoni”, appartengono proprio a queste due categorie: dipendenti pubblici di fascia alta non più in servizio e liberi professionisti.
I più poveri sono, invece, tutti i consiglieri più giovani, non ancora entrati nel mercato del lavoro: Stefano Albano (Pd), Luca Rocci (L’Aquila Futura), Francesco De Santis (Noi con Salvini) e Leonardo Scimia (Benvenuto presente), non avendo lavorato nel 2016, hanno dichiarato di non aver fatto la denuncia dei redditi.
Per quanto riguarda la giunta, invece, l’assessore con il reddito più alto è Annalisa Di Stefano (assessore al Bilancio) con 41mila 642 di imponibile, seguita da Alessandro Piccinini con 37mila euro. Entrambi sono liberi professionisti: Annalisa Di Stefano è dottore commercialista mentre Alessandro Piccinini avvocato.
Abbastanza staccato il primo cittadino, Pierluigi Biondi (di professione impiegato comunale), che nel 2016 ha dichiarato un imponibile di 18mila 357 euro.
Lo sfidante di Biondi al ballottaggio, Americo Di Benedetto, candidato sindaco del centrosinistra, anche lui commercialista, si colloca decisamente più su, nella fascia più alta, con un imponibile di 51mila 170 euro. Ma, nel centrosinistra, non è il più ricco: prima di lui ci sono, come si è visto, Emanuela Iorio, Angelo Mancini ma anche Giustino Masciocco (impiegato di banca) con 57mila 817 euro.
Nel centrodestra, invece, i redditi più alti sono quelli di Elisabetta De Blasis (medico dipendente Asl: 69mila 361 euro) e Raffaele Daniele (avvocato: 53mila 318euro di imponibile dichiarati).
Non pervenute, infine, la dichiarazioni dei redditi del vice sindaco Guido Liris e Ferdinando Colantoni (Forza Italia), Giorgio De Matteis e Ersilia Lancia (Fratelli d’Italia), Elisabetta Vicini (Democratici e socialisti) e Antonio Nardantonio (Pd).
Spese elettorali
E veniamo, ora, a un altro capitolo interessante, quello delle spese elettorali.
Quanto è costata, lo scorso anno, ai consiglieri e ai candidati sindaco la propria campagna elettorale?
Va detto, preliminarmente, che la legge stabilisce dei limiti alle spese elettorali.
Per quanto riguarda i candidato sindaco, nei comuni con popolazione compresa fra 15.001 e 100.000 abitanti tale limite non può superare l'importo massimo derivante dalla somma della cifra fissa di 25mila euro e dell'ulteriore cifra di un euro per ogni cittadino iscritto nelle liste elettorali. Nel caso dell’Aquila il limite era di 84mila euro.
Per i candidati alla carica di consigliere comunale invece, per i comuni con popolazione fra 15.001 e 100.000 abitanti, il limite è fissato a una cifra risultante dalla somma di un importo fisso di 5.000 euro e di un'ulteriore cifra pari al prodotto di euro 0,05 per ogni cittadino iscritto nelle liste elettorali del comune
Ad aver speso di più è Americo Di Benedetto, la cui campagna elettorale è costata – tra stampe, spot, messaggi elettorali a pagamento e organizzazione di manifestazioni e eventi - 70mila e 80 euro. Tolti i 7mila 730 euro messi di tasca propria, i restanti 62mila 350 sono contributi di terzi.
Nella rendicontazione ci sono anche i nomi delle aziende e delle società che hanno fatto le donazione: tra le tante troviamo la Csa (3mila euro), la Fratelli Chiodi Costruzioni (1500 euro), la Edil 2000 (3mila euro), la Aterno Costruzioni (mille euro). Discorso diverso per i 15mila 600 euro donati dalle persone fisiche rendicontati dall’ex presidente della Gsa: qui i nomi di coloro che hanno effettuato il contributo non sono stati specificati.
Una curiosità: nella rendicontazione presentata da Di Benedetto non figurano contributi diretti o indiretti forniti dal Partito democratico (il partito a cui appartiene Di Benedetto) cosa che invece è avvenuta per Pierluigi Biondi. Dei 41mila e 652 euro spesi dal primo cittadino, di cui 6mila 562 provenienti dal proprio portafoglio, 9mila 780 risultano essere stati donati da Fratelli d’Italia, il partito a cui Bionfi è iscritto.
Dei 34mila 355 euro raccolti tra donatori privati, invece, 7mila 575 sono ascrivibili a persone fisiche (la cui identità, come nel caso di Di Benedetto, non è stata resa nota) mentre il resto è stato versato da aziende e società, alcune delle quali (Unirest, Scimia Arte e Costruzioni e Edil 2000) sono le stesse che hanno finanziato anche il candidato del centrosinistra. Tra i contributi ricevuti da Biondi c’è anche quello della clinica privata convenzionata di Villa Letizia (2mila euro).
Passando in rassegna i consiglieri, il più "spendaccione" è stato Guido Liris (Forza Italia) con 7mila 477 euro.
Segue Carla Cimoroni, la quale, tuttavia, fa eccezione perché era uno dei candidati sindaco ed aveva, come limite, 84mila euro. La consigliera della Coalizione sociale ha speso 6mila 723 euro.
Più staccati ci sono poi Stefano Albano (Pd); 4mila 638 euro; Emanuela Iorio (Pd): 2mila 098 euro; Luigi D’Eramo (Noi con Salvini): 1859 euro; Paolo Romano (Il passo possibile): 1622 euro.
Ci sono anche consiglieri che hanno dichiarato di non aver speso nulla, ma proprio nulla: nemmeno 50 euro per un pacchetto di santini elettorali. Tra questi, Vito Colonna e Elisabetta De Blasis (Forza Italia) e Antonio Nardantonio (Pd).
Tutti i redditi dichiarati
Giunta
Pierluigi Biondi (Fratelli d’Italia) 18mila 357 euro
Alessandro Piccinini (Fratelli d’Italia) 37mila euroAnnalisa Di Stefano 41mila 642 euro
Guido Quintino Liris (Forza Italia) dichiarazione assente
Carla Mannetti (Fratelli d’Italia) 15mila 444 euro
Luigi D’Eramo (Noi con Salvini) 3mila 853 euro
Francesco Cristiano Bignotti (L’Aquila Futura) 18mila 914 euro
Sabrina Di Cosimo (Forza Italia) 19mila 571 euro
Emanuele Imprudente (Noi con Salvini) 30mila 173 euro
Monica Petrella (Benvenuto presente) 27mila 757 euro
Consiglieri comunali
Maggioranza
Roberto Junior Silver (Forza Italia) 9mila 656euro;
Giancarlo Della Pelle (Forza Italia) 14mila 343 euro;
Maria Luisa Ianni (Forza Italia) 35mila 527 euro;
Roberto Tinari (Forza Italia) 27mila 720 euro;
Daniele Ferella (Noi con Salivini) 6mila 409 euro.
Francesco De Santis (Noi con Salvini) studente universitario
Luigi Di Luzio (Noi con Salvini) 75mila 099 euro
Fabrizio Taranta (Noi con Salvini) 26mila 952 euro
Giorgio De Matteis (Fratelli d’Italia) dichiarazione assente
Ersilia Lancia (Fratelli d’Italia) dichiarazione assente
Marcello Dundee (Fratelli d’Italia) 8mila 845 euro
Berardino Morelli (Fratelli d’Italia) 39mila 079 euro
Daniele D’Angelo (Bencenuto presente) 14mila 391 euro
Leonardo Scimia (Bencenuto presente) studente universitario
Roberto Santangelo (L’Aquila futura) 29mila 754 euro
Luca Rocci (L’Aquila Futura) studente universitario
Raffaele Daniele (Udc) 53mila 318euro
Ferdinando Colantoni (Fora Italia) dichiarazione assente
Vito Colonna (Forza Italia) dichiarazione assente
Elisabetta De Blasis (Forza Italia) 69mila 361 euro
Opposizione
Emanuela Iorio (Pd) 125mila 473 euro
Stefano Albano (Pd) studente universitario
Antonio Nardantonio (Pd) dichiarazione assente
Stefano Palumbo (Pd) 29mila 238 euro
Americo Di Benedetto (Pd) 51mila 170 euro
Paolo Romano (Il passo possibile) 5mila 529 euro
Elia Serpetti (Il passo possibile) 31mila 305 euro
Giustino Masciocco (Articolo 1 – Mdp) 57mila 817 euro.
Lelio De Santis (Cambiare insieme) 22mila 712 euro
Elisabetta Vicini (Democratici e socialisti per L’Aquila) dichiarazione assente
Angelo Mancini (L’Aquila Sicurezza Lavoro) 87mila 942 euro
Carla Cimoroni (Coalizione sociale) 24mila 246 euro