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Sabato, 29 Aprile 2017 15:49

Abruzzo, nuovi assunti in Regione: tanti aquilani e qualche polemica

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Regione Abruzzo ha ufficializzato ieri i nuovi 36 assunti [qui], con un anno di contratto a tempo determinato, per dare manforte agli uffici dell'ente. Nei mesi scorsi erano stati pubblicati 9 bandi in altrettanti settori specialistici.

Il concorso ha fatto parlare di sé in questi mesi: come ha sottolineato nei giorni scorsi Abruzzoweb, l'esigenza della ricerca di tali profili si è resa necessaria "allo scopo di integrare i profili che non è possibile colmare con il personale proveniente dalle Province, dopo il piano per 169 prepensionamenti", messo in atto dalla giunta di Luciano D'Alfonso sul finire dello scorso anno.

Pochi mesi per organizzare il concorso e circa 3.400 domande provenienti da tutti i territori, tra le quali sono state poi ammesse 180 persone. Dopo la selezione per titoli e colloqui, sono state infine scelte le 36 nuove unità di personale.

Come detto, il concorso ha certamente attratto le attenzioni dei media e dell'opinione pubblica abruzzese: innanzitutto a causa del ricorso al Tar - perduto - da parte di quattro lavoratori precari della Regione, e poi per le modalità e i tempi di selezione, sicuramente "accelerati" rispetto alla media delle selezioni pubbliche precedenti nel Paese e nello stesso Abruzzo.

In seguito alla pubblicazione dei nomi dei vincitori sul sito web della Regione, inoltre, qualcuno ha polemizzato e ironizzato sui social network rispetto ai selezionati e alla loro provenienza geografica: la gran parte dei 36, infatti, arrivano da L'Aquila e tra di loro figurano parenti stretti di alcuni esponenti politici del capoluogo, oltre che di noti imprenditori e di un sindaco di un comune della provincia.

Sia chiaro, questo giornale non farà nomi e cognomi perché da sempre afferma il principio valoriale fondante del garantismo: non si può, in altre parole, negare di fare domanda ad un concorso pubblico ad una persona solo perché familiarmente o sentimentalmente legata ad un esponente politico. Ci mancherebbe.

Ma forse sarebbe stato più intelligente - per non alimentare il sospettismo, le chiacchiere nei bar (reali) e nelle piazze (virtuali) - prevedere tempi di selezione diversi, o quantomeno un percorso più ragionato e meno frettoloso, che magari sarebbe potuto terminare dopo le importanti elezioni amministrative dell'Aquila. Che, in fondo, si terranno solo tra qualche settimana.

Ultima modifica il Sabato, 29 Aprile 2017 17:01