Venerdì 22 luglio, all'Aquila, alle 18:30 alla libreria Polarville (via Castello), ci sarà la presentazione del libro City Blues. Los Angeles - Berlino - Detroit: musiche, persone, storie dello scrittore e musicista Vittorio Bongiorno (edizioni EDT).
Ascoltare le città come fossero musica, carpirne il suono segreto e i suoi riverberi nelle opere degli artisti. City Blues è un lungo viaggio condotto attraverso le strade, i sentieri meno battuti e le pieghe meno conosciute di tre grandi città - Los Angeles, Berlino e Detroit - alla ricerca del loro suono più autentico, del loro battito più profondo.
Alla presentazione parteciperà l'autore, che, alle 22:30, sarà protagonista - accompagnato dall'armonicista Gionni Protone e da altri ospiti - anche di un reading musicato che si terrà all'Irish Cafè di Pianola (via Mausonia).
Il libro
Los Angeles, Berlino, Detroit: un triangolo magico dove musicisti, artisti, architetti e gente comune hanno intrecciato le loro vite creando la musica più travolgente, l’architettura più inventiva, la letteratura più straordinaria, il cinema senza tempo, i sogni più accecanti.
Tre tappe di un viaggio che spinge un giovane scrittore e musicista siciliano sulle tracce di David Bowie e Frank Lloyd Wright, Bertolt Brecht e Henry Ford, Nick Cave e Diego Rivera, Mies van Der Rohe e la musica techno, alla ricerca del “suono delle città”: quella pulsazione inafferrabile, il city blues, che una città sa esprimere attraverso le voci e le visioni di chi l’ha abitata e vissuta.
Una mappa inedita che intreccia i fili delle esistenze apparentemente lontane, perché come scrive Vittorio Bongiorno, “siamo tutti uniti da improbabili connessioni”: basta saperle trovare, nascoste sotto la polvere del deserto o tra le macerie delle periferie, dormendo in letti scomodi o seduti al bancone di un bar.
L'autore
Vittorio Bongiorno (Palermo, 1973) è scrittore, musicista e regista video. Ha pubblicato quattro romanzi, tra cui Il bravo figlio (Rizzoli, 2006), recensito entusiasticamente da Fernanda Pivano, e Il Duka in Sicilia (Einaudi Stile libero, 2011), libro a partire dal quale ha portato in scena in Italia e a New York il reading musicale in cui suona la “cigar box guitar”, la chitarra autocostruita con una scatola di sigari. Quando non gira il mondo vive a Bologna, dove lavora come pubblicitario.
Il suono della città. Un estratto del capitolo dedicato a Los Angeles
Dice che poggiando l’orecchio sulle crepe dell’asfalto di una città, come con le conchiglie, si possono sentire le voci dei pionieri che l’hanno fondata, il frastuono dei tamburi e dei martelli che l’hanno costruita. Se si ascolta a fondo si riescono a percepire addirittura i canti delle anime di chi l’ha difesa dal ferro e dal fuoco. È il suono della città, il battito profondo della vita di un luogo, il canto dell’energia che scorre da secoli sottoterra. È il blues della città. Da grande volevo fare il musicista. Per fortuna sono finito a fare lo scrittore, così ho evitato la fatica di trasportare su e giù dal palco strumenti e pesanti amplificatori, suonare in squallidi locali davanti a gente annoiata e soprattutto lo stress del numero di copie vendute. Scrivere e pubblicare “romanzi di insuccesso” però mi ha permesso di suonare la mia musica e continuare a comprare chitarre in giro per il mondo. Ho capito che a fare queste due cose mi sarei imbattuto in storie straordinarie e personaggi perfetti per i miei libri.
Come Colombo prima di noi, i cercatori d’oro, gli attori del cinema hollywoodiano, gli esuli di guerra e i perseguitati dal nazismo, per festeggiare i nostri quarant’anni io e Francesca saremmo andati verso ovest, proprio come la canzone dei Led Zeppelin. Los Angeles è troppo sconfinata, troppo folle, troppo surreale, troppo inarrivabile e sexy per non scappare lì un paio di settimane, lontano da tutti. I nostri figli adolescenti avrebbero superato il gelido inverno bolognese senza grossi traumi.
© Vittorio Bongiorno, City Blues – EDT 2016