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Venerdì, 25 Luglio 2014 09:46

L'Aquila: uomo di 68 anni si uccide dandosi fuoco in un capanno

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Un uomo di 68 anni, Luigi Vaccarelli, si è tolto la vita questa mattina, intorno alle 7, a L'Aquila. L'uomo si sarebbe dato fuoco all'interno di una rimessa agricola di sua proprietà, all'altezza del passaggio a livello della Strada Statale 5 bis, nei pressi del quartiere Bellavista. Le fiamme sono state notate verso le 7 dagli agenti della Polizia municipale, che hanno allertato i Vigili del fuoco. I pompieri hanno spento le fiamme ma l'uomo era già morto carbonizzato.

Il 68enne ha lasciato dei biglietti in auto per spiegare i motivi del suo gesto. "Dopo il terremoto è cambiata tutta la mia vita", si legge tra le righe dei cinque biglietti che ha lasciato nell'uomo. L'uomo, un alpino, era sposato e con figli. Il corpo è stato portato via intorno alle ore 10. Sul luogo è giunto l'ispettore capo della Polizia Sabatino Romano.

L'orto e, dietro l'albero al centro, il capanno bruciato [clicca sulla foto per ingrandirla]

suicidio capanno

 

Cialente: "In molti portano dentro la disperazione a causa di una vita completamente peggiorata dal sisma"

"In molti portano dentro la disperazione a causa di una vita completamente peggiorata dal sisma. Basta un nulla, però, perché tutto si rompa".

Parole del sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, che ha voluto ricordare così Luigi Vaccarelli: "Era un amico, un collega (come tecnico di laboratorio dell'ospedale dell'Aquila in pensione, ndr) che ho incontrato anche recentemente e che appariva scherzoso e sereno".

"Ma moltissimi non esternano la disperazione che hanno dentro - ha concluso Cialente - Dio solo sa come stiamo tutti noi, questa è una condizione comune, sono addoloratissimo per la scomparsa del mio amico sia per le circostanze sia per come ho appreso la notizia".

 

Frutti: "Sono sconvolto. Nei giorni scorsi, mi aveva dato la disponibilità per l'Adunata Nazionale degli Alpini"

"Ci siamo sentiti ieri, mi aveva dato la sua disponibilità a collaborare per l'adunata nazionale degli alpini. Questa notizia mi sconvolge veramente".

È quasi senza parole Carlo Frutti, coordinatore del comitato promotore dell’adunata 2015. "Eravamo anche parenti, la madre era cugina di mia madre. Una persona piena di entusiasmo, non riesco a spiegarmi questo gesto. Su Facebook commentava spesso le mie iniziative, mi appoggiava sempre".

Ultima modifica il Sabato, 26 Luglio 2014 10:51

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